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Che cos'è l'IPPC?

Integrated Pollution Prevention and Control ovvero controllo e prevenzione integrata dell'inquinamento rappresenta una nuova strategia, comune a tutta l'UE, per aumentare le "prestazioni ambientali" dei complessi industriali soggetti ad autorizzazione ambientale. Con D. Lgs. del 04.08.1999 n. 372 viene recepita la Direttiva Europea n. 96/61/CE del 24.09.1996 e viene introdotta l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Quest'ultima prevede il ricorso da parte delle Aziende alle BAT (Best Available Techniques) ovvero Migliori Tecniche Disponibili (MTD) che consentono di limitare il più possibile "a monte" ogni eventuale produzione di emissioni nocive nell'ambiente.

Che cosa sone le BAT?

In accordo con la definizione ufficiale le BAT sono le “migliori tecniche disponibili”, ovvero la più efficiente e avanzata fase di sviluppo di attività e relativi metodi di esercizio indicanti l'idoneità pratica di determinate tecniche a costituire, in linea di massima, la base dei valori limite di emissione intesi ad evitare oppure, ove ciò si riveli impossibile, a ridurre in modo generale le emissioni e l'impatto sull'ambiente nel suo complesso. In particolare si intende per: - migliori , le tecniche più efficaci per ottenere un elevato livello di protezione dell'ambiente nel suo complesso; - tecniche, sia le tecniche impiegate sia le modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura dell'impianto; - disponibili , le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta l'applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide nell'ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte in ambito nazionale, purché il gestore possa avervi accesso a condizioni ragionevoli;



Rispetto delle condizioni e delle sanzioni:

In caso di inosservanza alle prescrizioni (articolo 9, comma 7) a seconda della gravità delle violazioni, sono previste:

- diffida
- diffida e sospensione
- revoca dell'autorizzazione integrata ambientale

 

PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC)

Il 24 settembre 1996, il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato la direttiva 96/61/CE sulla “ Prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento (IPPC)”, con la finalità di:

  • passare da un sistema autorizzativo in campo ambientale suddiviso per matrici (acqua, aria, terreno …) ad una visione integrata e sistemica dell’inquinamento.
  • privilegiare la prevenzione e la minimizzazione dell’inquinamento alla fonte, al fine di garantire una gestione accorta e più sostenibile delle risorse naturali;
  • basare i Livelli di Emissione aziendali sulle potenzialità offerte dalle migliori tecniche ambientali disponibili (Best Available Techniques - BAT), in modo da incentivare l’innovazione e l’aggiornamento verso l’adozione di tecnologie verdi;
  • garantire al pubblico il diritto di informazione sul funzionamento degli impianti e dei possibili effetti sull’ambiente e di trasmettere osservazioni;
  • omogeneizzare le autorizzazioni ambientali degli impianti aventi un grande potenziale di inquinamento, al fine di evitare operazioni di dumping ambientale all’interno dell’Europa in vista del suo allargamento ad Est.

La Direttiva IPPC è stata recepita in Italia con i seguenti atti legislativi:

  • Decreto Legislativo n° 372 del 4 agosto 1999 (D.Lgs. 372/99) “Attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Italiana n° 252 del 26/10/1999 (D.Lgs.372/99)
  • Decreto Ministeriale del 23 novembre 2001 (DM 23/11/01) pubblicato sulla G.U. del 13 febbraio 2002
    (Supplemento ordinario n.29)
  • Decreto Ministeriale del 26 aprile 2002 (DM 26/4/2002) "Modifiche al decreto ministeriale 23 novembre 2001 in materia di dati,formato e modalità della comunicazione di cui all'art. 10 del decreto legislativo n. 372 del 1999", pubblicato in G.U. 31 maggio 2002

Lo scopo del D.Lgs.372/99 è quello di minimizzare l’inquinamento causato dalle varie sorgenti situate in tutta la UE, richiedendo per tutti i tipi di impianti elencati nell’Allegato 1 della Direttiva la necessità di ottenere autorizzazioni integrate dalle autorità dei vari paesi,in assenza delle quali non potranno operare. Il concetto di autorizzazione integrata implica che le autorizzazioni devono tenere in conto dell’insieme delle prestazioni ambientali degli impianti, ovvero delle emissioni nell’aria, degli impatti sulle acque, sul suolo, della produzione dei rifiuti, dell’impiego di materie prime, dell’efficienza energetica, del rumore, della prevenzione degli incidenti, della gestione dei rischi, ecc..

Le autorizzazioni dovranno essere basati sul concetto delle Best Available Techniques (BAT), definite nell’articolo 2 della del D.Lgs.372/99.


AUTORIZZAZIONE AMBIENTALE INTEGRATA (AIA)

In Italia la direttiva è stata recepita con D.Lgs. 4 agosto 1999 n. 372/1999, e si applica, per ora, specificatamente agli impianti esistenti definiti dal decreto. L’art. 41 della legge Comunitaria 2001 (1 marzo 2002, n.39) prevede che il governo emani entro 1 anno “l’estensione dell’IPPC anche ai nuovi impianti e a quelli sostanzialmente modificati” ed entro il 4 Ottobre 2004 la richiesta all’Autorizzazione Integrata Ambientale.

L’AIA sostituisce “ad ogni effetto ogni altro visto, nulla osta, parere o autorizzazione in materia ambientale, previsti dalle disposizioni di legge e dalla relative norme di attuazione, fatta salva la normativa emanata in attuazione della direttiva 96/82/CE”. Pur nella differenza delle finalità, la direttiva IPPC evidenzia l’importanza del coordinamento dell’AIA con la direttiva sulla VIA.

In particolare prevede che:

  • in caso di nuovo impianto o modifica sostanziale cui si applica la direttiva VIA le conclusioni pertinenti di tale direttiva devono essere prese in considerazione per il rilascio dell’AIA.
  • le prescrizioni ai fini della sicurezza e prevenzione rischi di incidente rilevante, (per gli impianti assoggettati alla direttiva 96/82/CE) sono riportate nell’AIA.
  • l'autorizzazione viene rinnovata, confermando od aggiornando le prescrizioni, da parte dell'autorità competente ogni 5 anni, che diventano otto nel caso di registrazione ai sensi del regolamento 1836/93/CE (EMAS).

Il nostro Studio è in grado di offrirVi una consulenza specializzata per la richiesta dell’AIA e della IPPC, consigliarVi le BAT più indicate alla Vostra Azienda e seguirVi passo a passo per la loro applicazione.


Sulla Gazzetta Ufficiale n. 252 del 26 10 1999 è stato pubblicato il Decreto Legislativo 4 agosto 1999, n. 372 "Attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento".

Esso prevede misure intese ad evitare oppure, qualora non sia possibile, ridurre le emissioni delle suddette attività nell'aria, nell'acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti e per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso.

Si deve sottolineare come il decreto disciplini il rilascio, il rinnovo e il riesame dell'autorizzazione integrata ambientale degli impianti esistenti, nonchè le modalità di esercizio degli impianti medesimi, escludendo dal campo di applicazione gli impianti nuovi. Questa esclusione è da mettere in relazione alla volontà del legislatore di ricomporre in un unico procedimento la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) in caso di nuovi impianti, la cui regolamentazione sarà demandata alla normativa da emanarsi in recepimento della direttiva 85/337/CEE come modificata dalla direttiva 97/11/CE: attualmente il provvedimento è fermo alle Camere.

Pertanto, in attesa di tale recepimento, i principi della nuova disciplina troveranno applicazione solo al momento della presentazione della domanda di autorizzazione per l'adeguamento del funzionamento degli impianti esistenti alle disposizioni dettate dal decreto.

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